Il Monumento alla Vittoria, intervista a Daniele Masè

 di Giulia Nicoletta Cuciu, Giorgia Del Bon, Parneet Kaur e Silvia Keraj 

L’arco della vittoria, anche chiamato M.A.V. (Monumento alla Vittoria) è stato costruito nel 1928 e inaugurato nel 1931 ed è un arco di trionfo in stile razionalista. “L’architetto fu Marcello Piacentini e l’arco con quattordici colonne e tre erme è stato costruito in marmo di Lucca. – spiega il prof. Daniele Masé, esperto delle vicende che ruotano attorno a questo monumento – Sotto l’arco c’è uno spazio espositivo diviso in sale che racconta la storia del monumento”. Una storia complessa e contrastata. Il M.A.V. è stato spesso causa di divisione tra la comunità di madrelingua italiana e quella tedesca. Quest’ultima ha visto nel monumento una provocazione, un modo per affermare l’italianità della città. “Per molto tempo i tedeschi hanno visto il M.A.V. come un residuo fascista – spiega ancora Masé – ma oggi i sudtirolesi accettano il monumento come oggetto di memoria storica”. Il MAV è stato un muro che ha diviso italiani e tedeschi, oggi è un ricordo di una divisione che non bisogna ripetere.