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“I ponti sono simbolo dell’eterno e mai soddisfatto desiderio dell’uomo di collegare, pacificare e unire tutto ciò che appare davanti al nostro spirito, ai nostri occhi, ai nostri piedi, affinché non ci siano divisioni, contrasti, distacchi”. Con queste parole Ivo Andrić, scrittore jugoslavo, premio Nobel per il suo Il ponte sulla Drina, descriveva il valore simbolico dei ponti. Costruire ponti sembra oggi più che mai necessario. Ponti tra comunità e persone, da attraversare per incontrare l’altro, il lontano, il diverso.

Quando i ponti cadono, “cadono anche i cuori” – come ha scritto una delle redattrici di questo giornalino – e viene meno la possibilità della convivenza, aprendo un vuoto che facilmente verrà riempito dall’opposto simbolico del ponte, il muro, metafora di ciò che segrega e separa. 

Nel solco della dialettica tra “ponti” e “muri” è stato realizzato questo giornalino, riflettendo su alcuni casi esemplari: il celebre ponte di Mostar, abbattuto durante la furia delle guerre jugoslave, e il ponte immateriale che unisce le comunità dell’Alto Adige / Südtirol. Il primo, crollato sotto i colpi delle retoriche dell’odio etnico. Il secondo eretto sul comune bisogno di pace tra le diverse comunità locali.

Attraverso questi esempi abbiamo capito che “bisogna fare una guardia speciale ai ponti” affinché l’incuria non ne sgretoli la sostanza. E uscire dalla metafora è assai facile esercizio se pensiamo al disastro del ponte Morandi di Genova. E’ anche con lo sguardo rivolto a quella tragedia che si è scelto di trattare questo complesso e delicato argomento. La scuola “E.Fermi” di Bolzano ha infatti attivato un gemellaggio con l’omonimo liceo di Sampierdarena e questo giornalino intende accogliere anche i contributi realizzati dagli studenti genovesi facendosi esso stesso “ponte” verso quella città e il suo dramma. 

Inevitabile quindi che questo giornalino si chiamasse “Il Ponte”, strizzando l’occhio a un giornale vero e unico nella storia bolzanina, quel Die Brucke che per primo si fece ponte verso l’altro. Il suo fondatore, Alexander Langer, ha insegnato a “saltare muri e costruire ponti”. Un messaggio che i redattori di questo giornalino hanno voluto riproporre a noi, adulti, genitori, insegnanti. Perché ogni tanto sono i ragazzi a darci qualche lezione. 

Matteo Zola